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La domenica iniziava sempre con un profumo di pane caldo e di ragu’. Era una specie di sveglia gastronomica che ci parlava anche delle mamme in piedi da ore per preparare il pranzo della festa. Pur consapevole che i ricordi della giovinezza sono sempre i piu’ belli , devo confessare che non mi e’ piu’ successo di provare la sensazione di felicita’ del risveglio domenicale di allora, con la fragranza del pane e la dolcezza del pomodoro che, borbottando lentamente, diventava il capolavoro che e’ il ragu’ .

Nonni, zii e cugini affollavano la tavola per il pranzo. Voci e racconti si intrecciavano tra una forchettata di pasta e un sorso di “quello buono”. A seconda delle stagioni comparivano pesche e angurie o mele e castagne che facevano da preludio alla pennichella pomeridiana. Il silenzio, il riposo del giorno di festa, l’oratorio, il cinemino, le partite di calcio dalle radioline, le visite ai nonni………… 

 

Sundays always began with a flavor of freshly baked bread  and tomato sauce cooking. It was like a culinary wake-up call that also spoke of the mothers that were preparing the Sunday’s meal.  Memories of the youth are always beautiful but I must say that it has not happened anymore to feel the sense of happiness of the Sunday’ wake ups tasting the fresh bread and the sweetness of the tomatoes that, slowly cooking, became the masterpiece of the italian kitchen called “ragu'”.

Grandparents,uncles and aunties, cousins used to crowd the table of the Sunday’s meal. Voices and stories would cross between a forkful of pasta and a sip of “that good wine”. According to the seasons the table would host peaches and watermelons or apples and chestnuts before the afternoon nap. The silence, the rest of the holiday, the little cinema, the after-Church activities, the soccer games on the radio, the visits at the grandparents………

 

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