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Fino agli anni ’60, e prima della grande cementificazione italiana, le case di ringhiera costituivano la maggioranza delle soluzioni abitative. Pur non permettendo alcuna privacy, visto che tutti gli appartamenti condividevano un unica loggia di ingresso, consentivano pero’ la partecipazione diretta di ciascun abitante alla vita degli altri determinando in questo modo una sorta di “famiglia allargata” (molto prima che il termine diventasse trendy) su cui si continuava a “costruire” con l’ingresso di nuovi individui in seguito a nascite o matrimoni.Sulla terrazza comune si consumavano cosi amicizie, amori, litigi, riappacificazioni, terni al lotto, malattie, morti, preoccupazioni, gioie e dolori, in un valzer di entrate e uscite dai singoli appartamenti degno della migliore rappresentazione teatrale.

Quando chiedevo alla mamma di raccontarmi dei tempi passati , lei mi parlava della sua famiglia che viveva su una di queste logge insieme a tante altre persone che – ancora oggi – piu’ che amici sono quasi-parenti. Tutti frammenti di una umanita’ che mancava della maggioranza dei beni materiali ma che era ricchissima di valori semplici e profondi,di buoni sentimenti e della voglia di vivere che ricominciava a far capolino dopo una seconda guerra mondiale devastante durante la quale la paura, la fame e l’incertezza avevano dominato ogni singola giornata per sei, lunghissimi anni.

Nelle sere d’estate, fuori ad ogni porta comparivano le sedie per godere del fresco e continuare le conversazioni che, spesso, si svolgevano anche da piano a piano, in un allegro vociare. E non era raro che gli abitanti consumassero proprio sulla loggia comune le loro povere cene fatte di pane e friarielli o di fagioli alla maruzzara o di insalata “ricca”. Piu’ di una volta ho chiesto alla mamma di cucinare questi piatti – e nel frattempo di raccontare la sua vita – per riuscire a “catturare” gli stessi sapori che lei aveva provato in gioventu’. Mi piaceva vedere i suoi meravigliosi occhi verdi illuminarsi al ricordo della gioventu’ trascorsa che era stata povera ma sicuramente felice. Ancora oggi, questi sapori sono capaci di accendere una scintilla in uno sguardo ormai assente e perduto in un mondo per me inaccessibile…

Friarielli strascinati

1 kg di cime di broccoli di rape – qualche cucchiaio di olio di oliva – 2 spicchi di aglio – peperoncino a piacere – sale

Pulire i broccoli dalle foglie esterne piu’ dure e sciacquarli in piu’ acque per lavarli del possibile terreno presente. Mettere al fuoco una pentola con acqua e sale e portarla ad ebollizione. Quando bolle immergervi i broccoli e cuocere per non piu’ di due minuti (questa operazione libera i broccoli dell’amaro e li rende piu’ facili alla digestione). Scolare i broccoli. Mettere al fuoco una padella con l’olio di oliva , l’aglio e il peperoncino e quando l’aglio comincia ad imbiondire versare i broccoli. Aggiustare di sale e cuocere per pochi minuti, finche’ la verdura sara’ tenere alla forchetta. Servire caldi o freddi .

Fagioli alla maruzzara

300gr di fagioli borlotti lessati – 2 cipolle medie – 3 cucchiai di concentrato di pomodoro – peperoncino a piacere – 3 cucchiai di olio di oliva – sale

Pulire e affettare finemente le cipolle. Mettere una padella con l’olio di oliva al fuoco e quando l’olio e’ caldo aggiungere le cipolle affettate, il peperoncino e il sale. Fare imbiondire (ma non bruciare) le cipolle ( nel caso aggiungete qualche cucchiaio di acqua) e cuocerle finche’ saranno trasparenti. A questo punto aggiungere il concentrato di pomodoro disciolto in acqua e continuare la cottura per qualche minuto aggiustando il sale. Aggiungere i fagioli e finire la cottura per 5/6 minuti. Anche questo piatto puo’ essere servito caldo o freddo.

Insalata “ricca”

3 patate medie lessate – 200gr di fagioli lessati ( borlotti o bianchi o cannellini) – 15/20 pomodori ciliegini – 2 cipolline verdi novelle (o cipolla dolce) – olio di oliva – origano – sale e pepe

Tagliate a pezzi grossi le patate lessate e a meta’ i pomodorini. In una fondina mettete le patate, i pomodori, le cipolline affettate, i fagioli e condite con sale, pepe, olio e origano. ( era detta “ricca” perche’ i fagioli venivano chiamati “la carne dei poveri”)

( Da qualche tempo mi capita di aggiungere a questa insalata le uova sode, o il tonno o il formaggio feta, e renderla cosi un piatto unico )

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