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Per quanto strano possa sembrare, l’unica fotografia natalizia con entrambi i miei genitori e’ questa a lato dove io sono , diciamo presente…poiche’  mancavano 5 mesi per nascere.Il bambino biondo e’ il primo della nuova generazione della famiglia materna,Leopoldo, che oggi ha 52 anni ed e’ padre di due ragazzoni ventenni.Questo ritratto mi e’ sempre piaciuto per come riesce a darmi una sensazione di continuita’ della vita: era il giorno di Natale,quando si mangia la minestra maritata che si cucina da generazioni, c’e’ un rappresentante della nuova generazione e una coppia che aspetta un bambino…….

Piccola curiosita’: qui in America il  nome della “minestra maritata” e’ stato tradotto come “Wedding (matrimonio) Soup” invece di “wedded”(sposata,maritata)  e cio’ ha dato luogo alla nascita di una leggenda che vuole questa zuppa o minestra servita ai matrimoni.Piu’ di una volta mi e’ toccato spiegare il vero significato della parola “maritata” (le varie carni e le diverse verdure unite tra loro) e come esso si associa ad una zuppa, nonche’ le occasioni in cui questa minestra viene servita. Nella mia famiglia cio’accade a Natale e a Pasqua.

MINESTRA MARITATA    ( 6 – 8 persone)

3 scarole, 4 fasci di cicoria, 1 verza –  tutte le verdure pulite,lavate,bollite, strizzate e tagliate piccole – 1 gallina piccola (pulita e fiammeggiata) – 1 pezzo di manzo per brodo di almeno 750 gr –   1 ‘nnoglia (che e’ una specie di salame fatto con grandi pezzi di maiale) (siccome non e’ facile trovarne, io la sostituisco con qualche costina di maiale) – 2 coste di sedano -3/4 carote – 2 cipolle – 3 cucchiai di olio – acqua – sale e pepe – 5 uova grandi – 150 gr parmigiano grattugiato

In una pentola molto grande (molto grande!) mettete l’olio, le cipolle tagliate a meta’, le carote e il sedano a pezzi. Fate SOLO cominciare a soffriggere e aggiungete tanta acqua quanta ne serve per arrivare a meta’ o poco meno della vostra pentola. Unite il sale e, quando l’acqua bolle, aggiungete la gallinella, il manzo e il maiale. Fate cuocere per almeno 2 ore. A cottura ultimata, rimuovete con cura e attenzione le carni senza romperle e sistematele in un piatto di servizio da tenere al caldo e coperto. Sgrassate il brodo e rimettetelo al fuoco. Quando il brodo bolle unite la cicoria,le scarole e la verza e fate cuocere, perche’ tutte le verdure si insaporiscano, almeno 15 minuti. Nel frattempo sbattete le uova con il sale,il pepe e abbondante parmigiano e qualche minuto prima di spegnere la minestra versate le uova nella zuppa mescolando bene. Servite ben caldo.

Le carni bollite serviranno da secondo piatto e vanno presentate con una maionese leggera o con semplice succo di limone. Saranno accompagnate da patate al forno (aglio e rosmarino) e da una buona e abbondante insalata mista.

La degna conclusione del pranzo di Natale e’ sempre stata la Cassata Siciliana per la quale ho un piccolo anneddoto.

Non ricordo quanti anni avevo ma di sicuro frequentavo gia’ la scuola e la chiesa. Fu durante un pranzo a casa dei nonni pasticcieri che a fine pasto arrivo’ una cassata siciliana cosi’ bella che mi parve una torta di compleanno e chiesi percio’ dove fossero le candeline. La mamma comincio’ a dire che non era il compleanno di nessuno, ma….mentre parlava….le parole le mancavano e tra tutti gli adulti volavano sguardi e mezzi sorrisi…..come quando si riconosce una verita’ ovvia e si giunge tutti alla stessa conclusione nel medesimo momento. Fu un attimo e comparvero le candeline per la torta mentre tutti cantammo “tanti auguri a te” per…Gesu’ Bambino. Ho parlato di questa piccola storia non ricordo piu’ con chi, di sicuro so che l’ho ritrovata disegnata sul giornale della domenica da parte di una famosa vignettista che racconta le vicende di una famiglia molto unita.

CASSATA SICILIANA     (10 – 12 persone)

1 Pan di Spagna (ricetta del 6 dicembre) – 600 gr ricotta asciutta – 150 gr scaglie di cioccolato fondente – 150 gr pistacchi non salati – 50 gr canditi tritati – altri 100 gr in pezzi grandi per decorare – 300 gr di zucchero – 2 bicchierini di Grand Marnier o Cointreau (o liquore all’arancia) -200 gr zucchero a velo – 1 limone – 250 gr pasta reale verde ( se la trovate solo bianca usate 2/3 gocce di colorante verde per dolci.Oppure chiedetela al vostro pasticciere) – 1 teglia dai bordi alti e possibilmente obbliqui, nel senso che il fondo ha un diametro minore.

Preparate un Pan di Spagna come spiegato qui e fatelo raffreddare.( Consiglio: potete farlo qualche giorno prima e conservarlo in frigo ben chiuso).Preparate uno sciroppo con 100 grammi di zucchero, un bicchiere di acqua e un bicchierino di liquore all’arancia facendo sciogliere completamente lo zucchero. Preparate la crema di ricotta mescolando la ricotta con un pizzico di sale,200 grammi di zucchero, le scaglie di cioccolato, i canditi e i pistacchi sminuzzati. Stendete la pasta reale con un mattarello e aiutandovi con un po’ di zucchero a velo come se fosse farina, formando un “nastro” lungo quanto la circonferenza della teglia. Non preoccupatevi se si rompe perche’ basta congiungere le parti e pressare con le dita per legare la pasta reale. Foderate di pellicola trasparente la teglia. Rivestitene poi i lati con il nastro verde di pasta reale e pressate bene per dare uniformita’. Mettete un disco di pan di spagna sul fondo della teglia e bagnate con meta’ dello sciroppo di zucchero e liquore.Aggiungete la crema di ricotta  e chiudete con un altro disco di pan di spagna che bagnarete con il resto dello sciroppo. Coprite con pellicola trasparente e mettete in frigo per almeno 2 ore. Nel frattempo preparate la glassa bianca mescolando bene lo zucchero a velo con il succo di un limone ( dovrete ottenere una crema fluida ma non liquida). Prendete la teglia dal frigo, togliete la pellicola di copertura e invertite il dolce su un piatto di servizio.Togliete l’altra pellicola che foderava la teglia. Coprite con la glassa bianca solo la parte superiore del dolce.Fate rapprendere e decorate con i canditi rimasti.Tenete in frigo fino al momento di servire.

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