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Quando la guardo è come rivedere la nonna Maria: stessi lineamenti, occhi,capelli fini e biondi.Sorriso identico.E’ la sorella minore di papà, zia Gianna.

A prima vista la si potrebbe definire scontrosa e perennemente sulla difensiva, per poi scoprire che è, invece, una donna buona,generosa e disponibile.Molto corretta e sempre attenta alla forma,anche nelle piccole cose. Ascoltando i suoi ricordi di infanzia si scopre anche che, pur essendo la più piccola di casa, era ben lungi dall’essere coccolata e che ha dovuto “sgomitare” non poco per guadagnarsi l’attenzione degli adulti intorno a lei, forse troppo occupati nella gestione di bar – pasticceria – clienti e famiglia. Confesso di sapere molto poco di lei e di essere stata più “legata” alla zia Marisa (la sorella maggiore), ciò nonostante, la zia Gianna ha sempre rappresentato per me quel modello di efficienza e autonomia – che cerco tutt’oggi di emulare, con scarsi risultati!…- perfettamente allineato con le sue doti di intraprendenza, nel senso anglosassone del termine che descrive coloro che si impegnano profondamente per riuscire in tutto ciò che osano sognare.

Uno dei primi ricordi che mi tornano alla mente è il suo ritorno dal lavoro (a casa dei nonni) la sera, togliersi orologio e anello e posarli sul buffet e avviarsi nella “cucina-regno” della nonna Maria per scoprire cosa c’è per cena.La guardavo, stanca dopo tutto il giorno fuori, eppure mi pareva che possedesse il mondo perchè usciva dalla casa e dalla cucina, perchè faceva parte di coloro che mandano avanti una nazione, perchè – nell’immaginario infantile – volevo essere come lei.

Al lavoro incontrò colui che è poi diventato suo marito: quello zio Sandro dolcissimo, tranquillo ed elegante che non è mai cambiato negli anni e che, dall’aspetto esteriore ed interiore, sembra aver trovato la leggendaria “fonte della gioventù”. Il lavoro dello zio li ha portati spesso negli Stati Uniti e , tra una trasferta e l’altra, hanno avuto due figli – Malvina e Gianluigi – che oggi sono sposati e li hanno resi nonni orgogliosi.

Nel ritratto della zia Marisa ho pubblicato una sua ricetta come omaggio.Nel caso della zia Gianna, invece, sono certa che lei stessa scoprirà da queste pagine che l’omaggio che la riguarda è realtà da molto tempo, avendo io creato una ricetta a cui ho dato il suo nome.Al ristorante, infatti, servivamo un piatto che – quando era stato inventato – mi aveva fatto pensare a lei ( non chiedetemi perchè,non saprei rispondere) ed era indicato nel menu come “lapastagianna” , scritto così tutto attaccato. Era una pietanza gradita a molti e ancora oggi ricevo richieste di preparazione di questo piatto che è una rivisitazione del rotolo di pasta agli spinaci. Allora…

LAPASTAGIANNA     ( 4 persone)

250 gr di farina – 2 uova – mezzo kg di spinaci – mezzo kg di zucca gialla – 200 gr ricotta romana – 150 gr parmigiano grattugiato – 100 gr di burro – 1 spicchio d’aglio – un mazzetto di salvia – olio d’oliva – sale e pepe – un canovaccio di tela pulito

Pulite la zucca e fatela a pezzi che metterete sulla placca del forno con un pizzico di sale e pepe e un filo d’olio. Cuocete a 200 gradi per una trentina di minuti o finchè la zucca sia morbida. Fate raffreddare. Pulite e lavate gli spinaci. In una padella mettete un filo d’olio e lo spicchio d’aglio,aggiungete un cucchiaio di burro e quando tutto comincia a soffriggere unite gli spinaci e fate cuocere finchè saranno asciutti regolando poi di sale e pepe. Fate raffreddare. In una terrina mettete la zucca schiacciata con una forchetta, gli spinaci tritati, la ricotta,la metà del parmigiano e una spolverata di sale e pepe secondo il vostro gusto.Mescolate bene e lasciate in attesa.

Preparate la pasta con la farina, un pizzico di sale e le uova. Stendete poi l’impasto con il matterello formando una sfoglia sottile e dandole una forma ovale. Disponetevi il ripieno di zucca e spinaci e avvolgete la pasta come un rotolo. Sigillate le estremità e chiudetelo in un canovaccio pulitissimo allacciando le aperture con spago da cucina. Portate ad ebollizione abbondante acqua salata e calatevi il rotolo di pasta facendo cuocere circa 20 minuti. In una padellina fate fondere il burro rimasto insieme alla salvia e fate dorare, ma non bruciare. A cottura ultimata, togliete il rotolo di pasta dall’acqua e prima di aprirlo fate riposare per qualche minuto. Nel frattempo avrete riscaldato il piatto di servizio su cui metterete le fette di rotolo di pasta che taglierete, spolverizzate di restante parmigiano e irrorate con il burro caldo alla salvia.

E poi ditemi se  “lapastagianna” non diventa anche una delle vostre pietanze favorite!…

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