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La nonna Maria mi ha insegnato anche i dolci più difficili come le sfogliatelle – di cui non darò mai la ricetta, non perchè non voglia, ma perchè è lunghissima e difficilissima da spiegare senza il conforto visivo. Per questo condivido con voi le monachine che sono una variante semplificata delle sfogliatelle e ancora molto richieste nelle pasticcerie napoletane.

A proposito di sfogliatelle: questo è un dolce che deve riposare al fresco per almeno 24 ore prima di essere infornato. Come vi ho già accennato, papà era ghiottissimo di dolci fin da ragazzo e la cosa era risaputa da tutti. I vassoi di sfogliatelle “a riposo” venivano lasciati nel laboratorio, sul retro della pasticceria, che aveva una finestra che si apriva sul giardino retrostante.Ogni mattina il nonno andava per prendere i vassoi di sfogliatelle da infornare e ne trovava sempre 4 o 5 mancanti. Dopo qualche giorno non ne potè più e chiamò papà per parlargli, dicendogli così:   ” Nino, figlio mio, lo capisco che ti piacciono i dolci e mi sta bene, ma quello che proprio non riesco a mandare giù è che li devi mangiare anche crudi!! “. Naturalmente, papà cadeva dalle nuvole!, per cui dovettero organizzare una “ronda” notturna per capire che cosa accadesse. Si scoperse così che la zanzariera intorno alla finestra era staccata dal telaio, in un angolo. Alla chiusura delle luci, un bastardino – peraltro descritto come dolce e carinissimo – si intrufolava dalla finestra sul giardino e si appropriava di 4/5 sfogliatelle crude, ritornandosene tranquillo da dove era venuto, senza fare alcun altro danno e senza toccare assolutamente null’altro. La finestra venne riparata e rinforzata, al cagnolino furono regalate due scodelle che venivano approvvigionate ogni giorno di acqua e cibo, ma papà continuò a indossare la nomea di mangiatore di dolci…anche crudi.

 MONACHINE   ( 10 – 12 )

1 confezione di pasta sfoglia – 300 gr crema pasticciera (ricetta del 5 dicembre “una giornata dolce”) – 200 gr di confettura di amarene – uno o due rossi d’uovo – zucchero granulato e zucchero a velo

Stendete la pasta sfoglia e ricavatene dei tondi di 12 cm di diametro. Sulla metà di ogni tondo mettete un po’ di crema e un po’ di confettura di amarene. Ripiegate chiudendo il ripieno e formando una mezzaluna, avendo cura di sigillare i bordi con un po’ di rosso d’uovo. Ponete sulla placca del forno, spennellate con il rosso d’uovo battuto e spolverizzate con lo zucchero granulato. Infornate a 180 gradi per circa mezz’ora o finchè le monachine saranno belle dorate. Quando saranno raffreddate potete servirle con zucchero a velo oppure, aiutandovi con una sacca e un becco a stella, guarnirle con altra crema e amarene ( come si fa con la sfogliatella Santa Rosa).

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