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Nei giorni scorsi ho colmato una grande lacuna della mia esperienza americana: visitare New York (non di corsa come in precedenza). L’occasione è stata una riunione della famiglia di mio marito ( dai 93 anni ai sei mesi di età ) in memoria della nonna e della mamma di Mark. Ho fatto la turista e sono stata in cima all’Empire State Building ( al centro nella foto), sulla Quinta Avenue, alle Nazioni Unite e stavamo per andare a Times Square ma le note vicende di questi giorni ce lo hanno impedito. Abbiamo ripiegato ( si fa per dire!) sul Greenwich Village,Soho e Little Italy con uno sguardo verso Chinatown. Cibo abbastanza buono, gelati e cappuccini a go go, dolci discreti. Quello che mi ha affascinato di più, però, è stata la voglia degli italiani d’America di parlare con una connazionale, quelle domande sull’Italia – “è ancora come la ricordo?”, “che cosa sta cambiando?”, “è vero quello che si vede in TV?” – che quasi vorrebbero esorcizzare il trascorrere del tempo e la perdita dei ricordi comuni. Tante storie, tante immagini che nessuna macchina fotografica saprebbe imprimere, tante parole dette con il cuore più che con la voce. Bellissima esperienza.

Come altrettanto bella è stata la visita con i parenti in quella Brooklyn che ancora cerca di mantenere – testarda – lo spirito italiano e irlandese che l’ha abitata sin dalla fine del 1800.I palazzi di mattoni rossi con le scale antiincendio, le villette con il pezzetto di giardino davanti come si vede nei film, una città inaspettatamente pulita,organizzata ed invitante. La base per tutti noi era la villetta di zia Kay (Caterina) dalle cui finestre della cucina si ammira il ponte di Verrazzano, così vicino da poterlo quasi toccare e sotto il quale , la sera, si andava a passeggiare. ( a proposito, mi sono offesa a nome di tutti gli italiani, perchè qui tutto viene scritto “Verrazano” con una sola “z”. ).

Tra i familiari di Mark c’è una cugina che è celiaca e questa è stata una occasione per passarle alcune ricette senza glutine. Faccio lo stesso anche qui, mentre riprendo la scrittura del blog in maniera più regolare scusandomi dei silenzi forzati dell’ultimo mese. Un abbraccio a tutti e……poteva mancare la farinata??  

FARINATA/CECINA/PANCECE        ( 4 persone )

450 gr farina di ceci – 1 litro di acqua – 6 cucchiai di olio d’oliva – un rametto di rosmarino – 2 spicchi d’aglio – sale

In una padellina fate rosolare l’aglio e il rosmarino nell’olio senza farli bruciare. Raffreddate e passateli al colino raccogliendo l’olio aromatizzato in un bicchiere. In una terrina  – possibilmente non di plastica -mettere la farina di ceci, il sale e aggiungere l’acqua poco per volta, mescolando benissimo con un cucchiaio di legno fino a quando il composto non risulti ben amalgamato e senza grumi ( nel qual caso potete sempre passarlo attraverso un colino o un setaccio). Aggiungere l’olio aromatizzato e far riposare per almeno 3/4 ore. Oleare una teglia da forno ( tipo quelle per pizza, grande e bassa) e versarvi il composto non oltre il centimetro di altezza. Infornare – attentamente, perchè è piuttosto liquido – a 180 gradi per circa 15 minuti. Servire caldo.

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GARBANZO BEANS/ CHICKPEAS  PIZZABREAD      ( 4 people )      dedicated to a special Sunflower

1 lb garbanzo beans/chickpeas flour – 4  and 1 half cup water – 6 tbsp olive oil – a sprig of rosemary – 2 cloves of garlic – salt

In a small frying pan sauteeè rosemary and garlic in olive oil without burning them. Let cool and collect the flavorful oil discarding rosemary and garlic. Place the flour and salt in a bowl and add the water slowly and mixing very well to avoid lumps ( in case of lumps, just sift the mix). Add then the flavored oil and let it rest for about 4 hours. Oil a flat oven pan ( like the ones for pizza) and then add the mix carefully because it will be somewhat liquid. Bake at 350F for about 15 minutes and then serve very hot. ( I like it cold also, but it is a matter of personal taste!!)………

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