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La zia Rosa  – che appare anche nella foto in cima al blog,ultima a destra – era la sorella del nonno materno,Vito.Quando mancò la nonna materna,Concetta,lei diventò una sorta di punto di riferimento per mia madre e le sue sorelle, anche perchè aveva una figlia ,Immacolata,più o meno della stessa età della mia mamma. Per me, la zia Rosa è stata un surrogato di nonna e lei ha saputo giocare quel ruolo molto bene, insegnandomi molte cose nei più svariati campi e riuscendo ad aiutare la mia crescita. Da lei ho appreso i primi rudimenti del lavoro a maglia e dell’uncinetto, che poi ho sviluppato facendo diventare questo passatempo uno dei miei hobby preferiti. Da lei ho imparato a cucinare la maggioranza dei piatti tradizionali stabiesi, soprattutto le verdure provenienti dal pezzo di terreno che suo marito,lo zio Ciccio, coltivava nel tempo libero, dopo il lavoro all’Avis.

Ma di una cosa le sarò sempre grata – e, oggi, da adulta lo apprezzo ancora di più – :  quelle visite quotidiane al cimitero insieme a lei, quando spendeva ore intere a rispondere alle mie domande sulla morte, quando – nella sua semplicità di gesti – ha saputo insegnarmi a non aver paura della fine della vita. Per lei era un dovere quotidiano non dimenticare chi non c’era più e lo esternava con pulizie di marmi e con fiori freschi, per me,invece, queste azioni sono state il corollario di una lezione di vita, impartita da una persona con pochissima istruzione ma con immensa esperienza che mi ha spiegato con grande semplicità un punto cardine della nostra esistenza.

Allora, ritorniamo alla cucina e alle ricette con uno dei piatti principe della cucina napoletana e italiana. Quella pasta e fagioli così buona, saporita e sostanziosa che bastava da sola a ristorare da una giornata di lavoro. La ricetta che segue è quella originale, per cui vi troverete anche il lardo; io la faccio spesso anche senza il lardo e viene benissimo. Ma ogni tanto – una o due volte all’anno – la cucino proprio come faceva la zia Rosa che, tra l’altro,non ha mai avuto problemi di colesterolo…

PASTA E FAGIOLI     ( 4 persone )

300 gr pasta mischiata (spaghetti spezzati,fusilli,reginelle,tubetti,farfalle) che abbiano lo stesso tempo di cottura – 500 gr fagioli borlotti lessati (con il loro brodo di cottura) – 2 spicchi d’aglio – una manciata di prezzemolo tritato – 150 gr lardo battuto e tritato (oppure pancetta) – 5 cucchiai olio d’oliva – sale e pepe

Avrete messo a bagno i fagioli borlotti per 12 ore e poi li avrete cotti a fuoco basso per almeno tre ore e senza sale. In una pentola mettete l’olio e il lardo battuto e cominciate a cuocere a fuoco medio, unite poi l’aglio tritato e il prezzemolo e fate rosolare leggermente. Aggiungete i fagioli e il loro brodo e portate ad ebollizione. Cuocete per una decina di minuti affinchè tutto si insaporisca. Poi unite la pasta, regolate di sale e completate la cottura. Fate riposare qualche minuto prima di servire con una bella spolverata di pepe macinato al momento.

E’ un piatto molto semplice ma che saprà soddisfare il palato e…forse…parlarvi dei tempi andati…

La pasta con i fagioli va sempre cucinata in abbondanza, perchè il giorno dopo è buonissima e poi,riscaldata in padella facendogli fare la crosticina è divina…..lo sapeva perfino il grande Eduardo De Filippo che fa assurgere la pasta con i fagioli a rimedio contro ogni febbre nella sua celeberrima “Natale in casa Cupiello”.

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