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Si chiama Eufrosini,un nome che ne manifesta l’origine greca e,della grande cultura e tradizione ellenica,Froso (come la chiamiamo tutti) indossa la determinazione, la profondità intellettuale, la solarità e la disponibilità verso gli altri e verso la vita, non importa quanto difficile essa possa presentarsi. Froso ha “qualche” anno più di me, eppure la sua freschezza mentale e la sua sana curiosità per la vita sono quelle di una donna intorno ai trent’anni,cui affianca una esperienza non comune frutto di eventi e situazioni che ne hanno provato il carattere.E’ una donna che ha saputo piegarsi al vento delle peripezie per rialzarsene forte e temprata, consegnando ai suoi figli , e a tutti noi intorno, l’esempio più vero e concreto sull’uso del coraggio non disgiunto dal cuore e dai sentimenti.

Partì giovanissima dalla sua bellissima Grecia verso quella dorata Argentina (la contraddizione è voluta) dove conobbe e sposò il suo siciliano DOC,nonchè dolcissimo,Guglielmo insieme al quale ha messo al mondo tre splendidi figli – Giorgio,Costantino e Diana – che sono,tra l’altro, i miei migliori amici.

La loro è stata una storia e una vita degni di un romanzo e che non possono accontentarsi delle poche righe di un post.Ancora oggi,dopo tanti anni di conoscenza,quando Froso ricorda e racconta è ancora capace di affascinarmi e stupirmi con la moltitudine di accadimenti che lei e Guglielmo hanno affrontato.

Oggi Froso ha anche 3 nipoti e sperimenta questa nuova fase della vita immergendosi nel ruolo della nonna con grande coinvolgimento, dopo aver dedicato alla sua famiglia una vita intera di amore e di lavoro, talvolta durissimo.Per me è come avere un’altra mamma e, con mia madre,Froso condivide il compleanno, evento che più di una volta ci ha visti riuniti (come da foto iniziale) per celebrarle entrambe.Con la consapevolezza di aver avuto la fortuna di crescere accanto a due donne straordinarie.

A Froso mi piace dedicare un piatto che ho creato ispirandomi a lei, la Frossalad (insalata di Froso), che contiene le olive e il formaggio Feta della Grecia,il pane che simboleggia la pazienza e il sale la saggezza,i pomodori per la solarità,cetrioli – cipolline e lattuga per la freschezza, il basilico dell’estate, ma soprattutto quell’olio d’oliva che partendo dalla Grecia approda in Italia e nel suo abbraccio dorato amalgama tutti gli ingredienti. Proprio come ha sempre fatto Froso e le sue braccia che hanno significato spesso un porto dove arrivare ed essere sereni,senza domande e,soprattutto,senza giudizi.

Per ultimo,un omaggio alla mia seconda mamma.In fondo all’articolo troverete due foto che amo molto.La prima mostra ben quattro generazioni e vedrete la mamma di Froso, Froso stessa,suo figlio Giorgio e il piccolo Nicola (allora,oggi è un giovanotto)figlio di Giorgio e Laura. La seconda foto è recentissima e mostra Diana,Froso e mia madre in una tranquilla domenica di Aprile.

FROSSALAD     (4 persone)

4 pomodori medi da insalata – 1 cetriolo lungo e sottile con pochi semi – 200 gr formaggio Feta – 1 cespo di lattuga – 200 gr olive kalamata snocciolate –  6/7 fette di pane (del giorno prima è meglio) – 2 cipolline novelle – un mazzetto di basilico – sale – mezzo bicchiere di olio d’oliva buonissimo

Tagliate il pane a cubetti e abbrustolitelo in forno per una decina di minuti (a volte mi succede anche di non farlo e va bene lo stesso). In una larga zuppiera tagliate i pomodori a pezzetti raccogliendo anche la loro acqua di coltura, unitevi il pane.Fate poi a pezzetti le cipolline e il cetriolo sbucciato e aggiungeteli.Tagliate a listarelle sottilissime la lattuga e unitela ai pomodori.Aggiungete poi le olive e il basilico tagliato a julienne. Condite con sale e olio d’oliva e mescolate bene tutto. Prima di servire sbriciolate sulla superficie il formaggio Feta.

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