Tag

, , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

La cosiddetta luna di miele, mamma e papà, la trascorsero ad Ischia,ospiti degli zii di papà,Lucia e Leonardo, e della loro figliola Lina. Se qualcuno ha letto la storia della mia nonna paterna e di papà, si ricorderà che la nonna morì di tifo nel 1928 a soli diciannove anni:era insieme con la zia Lucia di Ischia che avevano mangiato cozze infette che alla nonna furono fatali.E questo era anche un altro motivo che rendeva papà e la zia molto affiatati e vicini.

Persone straordinarie, di una dolcezza indescrivibile,sempre disponibili, zia Lucia e zio Leonardo avrebbero potuto essere i modelli dell’amore perfetto nella loro semplicità e con la forza dei sentimenti veri. Abitavano un po’ più in alto di Forio d’Ischia, lontani dal “turismo” ma in un paradiso, così come sanno essere i piccoli borghi,sia sulla terraferma che su un’isola.Si conoscevano tutti nel paesino e i giorni erano scanditi da parole e sole che abitavano  ogni casa regalando l’ascolto di un dialetto che differisce molto da quello napoletano.

Nel grande giardino che possedevano cresceva la verdura per la cucina e la vite che sapeva donare quel “Sorriso” di Ischia, vino di cui la mamma ha sempre serbato un bellissimo ricordo.  Avevano anche le gallinelle per le uova fresche e qualche coniglio,in maniera che non mancasse mai sulla tavola il piatto tradizionale ischitano. Seppure è vero che su un’isola ci si aspetta una tradizione culinaria a base di pesce, da questo punto di vista Ischia fa eccezione possedendo una grande cultura contadina e tanti piatti che si fondano sui prodotti della terra.

La zia Lucia era una maestra nel cucinare il coniglio ed io vi trascrivo la ricetta così come l’ho avuta da lei una domenica mattina di Luglio del 1978:

CONIGLIO ALLA ISCHITANA

1 coniglio in pezzi – 2 spicchi d’aglio – un mazzetto di basilico – 10/15 pomodorini cosiddetti “piennoli”(cioè di quelli appesi ad asciugare al balcone intrecciati con la rafia) – mezzo bicchiere di olio d’oliva – 1 bottiglia di vino bianco (ci vorrebbe il Sorriso!!)- peperoncino – sale e pepe

La tradizione vorrebbe che fosse cucinato in una pentola di creta e su una cucina a legna,ma anche con le pentole moderne vien fuori un prodotto eccellente. La prima cosa da fare è lavare il coniglio con il vino (mezza bottiglia) e poi asciugarlo bene.In una pentola fare imbiondire l’aglio insieme al peperoncino e poi unire – due o tre per volta – i pezzi di coniglio.Far dorare bene la carne e quando il risultato sarà raggiunto regolare di sale e pepe e sfumare con il vino restante.Coprire e cuocere per almeno 30 minuti. Poi scoprire ed aggiungere i pomodorini privati della loro acqua e il mazzetto di basilico tritato.Regolare di sale nuovamente e finire la cottura per altri 20/30 minuti. Dovrebbe risultare un intingolo denso con cui si condiscono i maccheroni e la carne si consuma per seconda portata.E’ chiaro che la cottura dipende dalla pentola,dal coniglio e dalla umidità dei pomodori:regolatevi con la vostra esperienza per ottenere un buon sugo aggiungendo acqua o vino se è troppo secco o diminuendo le aggiunte liquide in caso contrario.

Piccola nota:

Per varie vicende della vita ci eravamo perse di vista – seppure conoscendo gli avvenimenti gli uni degli altri – con Lina di zia Lucia. La scrittura di questo blog e le nuove tecnologie che abbiamo ormai imparato quasi tutti ad usare, ci hanno fatto ritrovare dopo 30 anni Gli zii non ci sono più,così come non c’è più papà, ma il rapporto tra me e Lina è ripreso fortissimo ed affettuoso come allora.Abbiamo in più gli anni di esperienza e di vita vissuta nonchè qualche nipote, ma siamo ancora noi! le depositarie della storia della nostra immensa,meravigliosa famiglia!

Annunci