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Immacolata (nella foto è l’ultima in piedi a destra) più che una cugina era un’altra sorella per mia madre e le sue sorelle; lei era figlia di quella zia Rosa che divenne per tutti quanti il surrogato di nonna facendo le veci della nonna Concetta morta troppo giovane.Imma era la più piccola di età di tutta la tribù familiare materna e per questa ragione era molto coccolata; era andata a scuola lo stretto necessario ma a bilanciare la minima istruzione vantava un talento manuale che si esprimeva al meglio nel ricamo e in precisi  lavori di sartoria.

Crebbe insieme a suo marito perchè le famiglie erano vicine di casa e si conoscevano da sempre. Immacolata e Carlo si sposarono ed ebbero tre bellissimi figli, Gioconda,  Antonio e Rossella che oggi sono vicino ai trenta. La loro era stata una favola semplice e felice e far diventare grandi i ragazzi era uno dei pochi desideri che entrambi volevano realizzare. Ma si sa che la vita decide sempre in maniera diversa da quella che noi auspichiamo. Quando penso ad Immacolata, ho l’immagine di lei in un letto di ospedale a combattere una battaglia più grande di lei e dei medici; rivedo i suoi occhi grandi da cerbiatta carichi di paura e speranza allo stesso tempo. Se ne è andata giovanissima, con tutta la sua tenerezza, l’innocenza quasi infantile, la disponibilità costante anche quando stava male. Non la chiamavo zia, per me era una “cuginona” a cui ero molto legata e perderla è stato un altro colpo grave nella mia esistenza.

Sebbene appartenenti a generazioni diverse, io e Immacolata andavamo molto d’accordo e quando lei cucinava qualcosa di tradizionale ero sempre una attenta osservatrice dei suoi gesti intorno ai fornelli. Per questo inizio d’autunno, allora, vi propongo la sua famosa pasta con la verza che mi riporta alla mia adolescenza e alla dolcezza di Immacolata ogni volta che la preparo.

PASTA CON VERZA  e salsiccia (4 persone)

350 gr spaghetti o penne – 4 pezzi di salsiccia – una verza – 1 cucchiaio di sugna (io uso l’olio d’oliva) – 3/4 spicchi d’aglio – parmigiano, sale e pepe

Pulite bene la verza e tagliatela a listarelle che sciacquerete bene e metterete a sgrondare. In una padella mettete la sugna(l’olio) l’aglio e le salsicce private del budello e fate cuocere a fuoco lento per una decina di minuti. Mettete al fuoco una pentola capiente con abbondante acqua salata e portate ad ebollizione. Quando l’acqua bolle buttate la pasta e dopo qualche minuto aggiungete anche le listarelle di verza e fate cuocere per altri 6-7 minuti ( se la verza vi piace morbida mettetela in pentola insieme alla pasta, seguendo la ricetta resta un po’ croccante). Scolate pasta e verza e buttate tutto nella padella con la salsiccia facendo amalgamare bene il tutto. Servite fumante con parmigiano grattugiato e una spolverata di pepe nero macinato fresco.

Come vi suggerisco sempre, esercitate la vostra fantasia anche in questi piatti, cambiando cioè verdure e carni per ottenere ricette personalizzate. Per esempio, salsiccia e broccoli di rape oppure prosciutto e zucca con cipolle, o ancora pancetta e cavolfiori, e così via…….il procedimento rimane uguale.

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