Tag

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Nella nostra vita, ci sono persone che incontriamo tardi, con le quali non cresciamo insieme ma ciò nonostante esse diventano parte integrante di noi. Di solito è quando ci accade qualcosa di significativo e importante che le persone si avvicinano e imparano a conoscersi: senza entrare in dettagli, questo è quanto è successo a me. Il legame con Angela, pervaso di affetto sincero e profondo e di sentimenti di solidarietà pari a quelli di due sorelle, è iniziato per una mia esperienza di necessità ed è andato via via rafforzandosi, giungendo ad una  amicizia fraterna così palese che perfino i negozianti da cui andavamo insieme ci scambiavano per sorelle.

Angela è una gelataia e una pasticciera di primissima qualità e insieme a suo marito Pino – che quando lo vedi la prima volta pensi che sia un orso e poi scopri che è l’uomo più dolce e disponibile che esiste –  gestisce una gelateria in quel di Sampieri, cittadina costiera in provincia di Ragusa che è stata teatro,molte volte, degli episodi della serie del Commissario Montalbano. Insieme a loro due – oltre alla fida e cara Pamela – i loro due splendidi figli, Andrea e Davide che, vista la loro dedizione alla famiglia, al lavoro, e il loro modo di essere, sembrano usciti da un altro secolo, e non avere 25 e 19 anni e vivere in questo mondo qui. Come dico sempre, sono la personificazione dei buoni risultati che si ottengono quando non ci si dimentica dei valori fondamentali e della buona educazione nonostante un mondo che non sempre ci va a genio.

A questo punto Angela direbbe:”Bando alle ciance!” e se la conosco abbastanza starà già meditando vendetta perchè ho pubblicato qualche foto che la ritrae. Ad ogni modo!, volevo farle un piccolo omaggio,- che le confermi ancora una volta il mio affetto,- condividendo con voi la sua ricetta della trasformazione delle mele cotogne in marmellata o dolcetti, che lei produce in quantità industriali, ma non per la pasticceria!!, bensì per la famiglia, per Davide, in maniera speciale, che ho osservato gustarne in enorme quantità.

Non vi darò quantità esatte poichè leggendo la ricetta vi renderete conto che non posso e che tutto dipende da quante mele cotogne avrete a disposizione. Gli ingredienti, invece, si limitano a mele cotogne, zucchero e succo di limone. Ah!sì, anche  una buona dose di pazienza e di amore non guasterebbe!! Dote che Angela possiede ed esercita con tutti intorno a lei e di cui è valorosa insegnante. Non saprà mai quanto è stata capace di trasmettermi, talvolta solo con la dolcezza del suo sguardo o con le buone parole di consiglio e di affetto che sempre mi ha riservato, anche quando mi sgrida!. Lei è una donna di grande valore umano, con una moralità e un pragmatismo inusuali in una persona così giovane. Questi sono gli incontri per cui non si smette mai di ringraziare la buona sorte. E poi!!! le piacciono i gatti!!, come a me!! che altro si può volere?……

ESECUZIONE

Lavate benissimo le mele cotogne cercando di eliminare il più possibile la peluria di cui sono ricoperti questi frutti e mettendole via via in acqua acidulata con limone per una ulteriore pulizia. Mettete poi le mele in una pentola capiente con acqua e portate a bollore cuocendo le mele fino a renderle morbide ma non troppo molli. Mettetele a raffreddare per qualche minuto finchè si potranno maneggiare per sbucciarle e pulirle da qualunque impurità interna nonchè per eliminare il torsolo. Passatele poi al passaverdure e pesate poi la polpa ottenuta.

A questo punto, avete due scelte: se volete fare la marmellata, per ogni Kg.di polpa di mele aggiungete 800 gr di zucchero. Se invece optate per i dolcetti allora aggiungerete lo stesso peso in zucchero, cioè 1 kg di polpa con 1 kg di zucchero.

Il procedimento di cottura è lo stesso: Portare a bollore a dall’inizio del bollore cuocere per 15 o 20 minuti, sempre mescolando; qualche minuto prima di spegnere il fuoco, aggiungerete il succo di un limone. Dopodiche, se avete fatto la marmellata la metterete nei vasetti (possibilmente caldi) e tappate e capovolgete per ottenere il sottovuoto. Invece, se avete fatto i dolcetti, versate la crema nelle formine  – specie quelle siliconate sono ottime per sformarle quando saranno pronte – oppure, se ne siete sprovviste, in una teglia . Mettete ad asciugare ( l’ideale sarebbe al sole! come una volta!) per qualche giorno e poi tagliate i dolcetti con le formine dei biscotti dalla teglia, oppure sformate quelli dalla forma. Volendo, potete anche ripassarli nello zucchero…

 

Un tempo si usavano le forme di terracotta, o quelle di ceramica di Caltagirone,ma anche canestrini ricoperti di velo per evitare gli insetti mentre la cotognata asciugava al sole. Oggi questi oggetti sono diventati curiosità di antiquariato. Meno male che almeno alcuni di noi continuano a far rivivere quelle ricette di una volta che ci parlavano di “buono” di “mamma” e dell’unico sapore dolce che alcuni potevano permettersi…..

NOTA: Se mai vi trovaste dalle parti di Sampieri (RG) – costa sud/orientale della Sicilia, dopo Noto per intenderci – vi consiglierei vivamente una visita alla Gelateria Fantasy . Sì, va bene! io sono di parte! ma vi posso assicurare che sono i gelati più buoni e gustosi che vi accadrà mai di assaggiare, non fosse altro che per la genuinità del prodotto che ho visto fare con litri e litri di latte fresco e di prodotti tipici locali, per esempio il pistacchio di Bronte…Credetemi, io li sogno anche la notte i gelati di Angela e Pino………..

Annunci