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Si fa presto a ridurre la Festa del Ringraziamento ad una giornata in cui si mangia tacchino e dolce di zucca a volontà guardando il football alla Tv. In realtà, dietro questa festa – che qui negli USA è sentita anche più del Natale – esistono le basi morali e civili su cui è fondata la società americana. Ma andiamo con ordine. Nei primi anni del 1600, in Inghilterra, esistevano gruppi di persone accomunate dalla stessa fede che anelavano a professare la propria religione in libertà senza che questa fosse loro imposta dal re (Giacomo I) e senza troppa ingerenza politica nella loro vita quotidiana. Ciò non era possibile e per sfuggire alle persecuzioni reali, già nel 1607, circa 6000 persone si trasferirono nella vicina e più tollerante Olanda, dove però il re inglese poteva ancora raggiungerli. Per questo motivo una parte di loro cominciò a pensare alla fondazione di una colonia nel Nuovo Mondo (come si chiamava allora le Americhe) dove le basi fondamentali sarebbero state libertà di culto religioso e totale divisione tra il potere civile e quello spirituale. I “separatisti puritani ” si misero perciò in contatto con grandi mercanti che potessero finanziare la loro impresa e ne incontrarono alcuni che fornirono loro 2 navi nella speranza di un ritorno sostanzioso in merci.

Salparono agli inizi di Agosto del 1620 ma ben presto dovettero tornare indietro perchè una delle navi non era adatta ad un viaggio simile. Alcuni sbarcarono e rinunciarono impauriti, ed un altro gruppo si trasferì sulla nave più grande – la Mayflower (nella foto) – che salpò il 6 Settembre 1620 alla volta del Nuovo Mondo, con 102 persone, ove giunse l’11 Novembre, a Cape Cod.

Avevano perso molto tempo e arrivarono all’inizio dell’inverno gelido del Nord America, in condizioni fisiche mediocri, senza equipaggiamento appropriato e senza alcuna certezza di cosa avrebbero trovato. L’inverno fu lungo e grave – morirono in 52 – e le prime esplorazioni portarono prima all’incontro con una tribù indiana ostile e poi, spostatisi a Plymouth, con un’altra tribù che li accolse in pace divenendo mediatori con altri indiani e insegnando loro come coltivare il granturco.

Le difficoltà furono molte e talvolta pesanti, ma i Pellegrini erano decisi a riuscire. Tra alti e bassi, e con l’aiuto di alcuni indiani socievoli, furono in grado di iniziare coltivazioni e costruzioni di case. E accadeva spesso che festeggiassero i raccolti. Durante uno di questi festini arrivò un capo indiano con più di 90 guerrieri al seguito e i Padri Pellegrini decisero che invece di difendersi con le armi da un palese tentativo di sopraffazione, avrebbero invitato tutti gli indiani a condividere il loro pasto preparato in ringraziamento di un buon raccolto. Per certo si sa che era presente il granturco, gli altri ingredienti in tavola potrebbero essere stati zucca, cacciagione e prodotti della pesca (come insegnato loro dagli indiani). Non è certo che ci fosse tacchino, e di sicuro non c’erano tutte le cose che si preparano oggi ( e di cui vi darò ricette).

Fu poi George Washington a dichiarare l’ultimo giovedì di Novembre come il giorno dedicato alla Festa del ringraziamento, ed è solo dalla fine del ‘800 che esso è divenuto comune in tutti gli Stati Uniti d’America.E’ importante sottolineare che i sentimenti-pilastro della Festa del Ringraziamento sono la accettazione reciproca, la tolleranza, le opportunità date e ricevute, la gratitudine per le benedizioni nella vita di ciascuno. L’America si ferma in quella giornata, le famiglie si riuniscono da dovunque ognuno si trovi, la condivisione dell’abbondanza di questa terra fa da specchio alla libertà e ai sogni raggiunti che essa assicura.

Ma torniamo in cucina per il principe dei dolci del Ringraziamento. Ve ne dò due versioni: il classico Pumpkin Pie (Crostata di zucca), servito ovunque e parco di zucchero, e poi anche il Pumpkin Cake (Torta di zucca) che a me,  personalmente, piace di più.

CROSTATA DI ZUCCA

300 gr farina – un pizzico sale – 100 gr burro – 3 o 4 cucchiai acqua fredda – 500 gr zucca al forno schiacciata –  150 gr zucchero – 3 uova – 150 gr latte condensato – 100 gr latte – 1 cucchiaino cannella, mezzo di noce moscata tritata, mezzo di zenzero tritato.

Mescolate insieme la farina e il sale ( e, volendo, un po’ di cannella). Poi unite il burro e cominciate a lavorare con le dita la farina fino a raggiungere una consistenza sabbiosa.Aggiungete poi – uno alla volta – i cucchiai di acqua per amalgamare bene il composto, regolandovi se usarne 3 o 4 a seconda della umidità presente. Formate una palla che poi stenderete con il mattarello su una superficie infarinata. Rivestite teglia e pareti da crostata e mettete in attesa del ripieno. Per il ripieno:  In una terrina mettete la zucca ridotta in purea insieme allo zucchero, le spezie, le uova. Mescolate bene e poi aggiungete il latte condensato e il latte. Mettete il composto dentro la teglia preparata con la pasta frolla e poi, attentamente!! perchè è piuttosto liquido!!, infornate, coprendo con alluminio i margini della pasta frolla. Cuocere a 200 gradi per 25 minuti, poi togliere l’alluminio dalla frolla e cuocere per altri 25 minuti o finchè il centro del dolce sia asciutto alla prova stecchino. Fare raffreddare completamente e servire con panna montata. Si conserva in frigo.

TORTA DI ZUCCA

600 gr farina – 350 gr zucchero di canna grezzo –  2 uova – 170 gr panna liquida – 120 gr burro o margarina – 150 gr zucca a purea – 4 cucchiai miele – 1 cucchiaio scorza arancia grattugiata – 1 cucchiaino lievito per dolci , mezzo di cannella, mezzo di zenzero tritato e mezzo di bicarbonato – noci e mandorle tostate per decorare – 300 gr zucchero a velo – 50 gr succo d’arancia – scorza grattugiata d’arancia – un po’ di vaniglia.

In una terrina mescolate farina, zucchero, bicarbonato, lievito, cannella e zenzero. Aggiungete poi la panna, il burro, il purea di zucca, il miele e la scorza d’arancia tritata. Sbattete bene con un mixer elettrico per un paio di minuti per far amalgamare bene il tutto. Unite poi le uova e mescolate ancora molto bene. Imburrate uno stampo per ciambelle grande e versatevi il composto. Infornate a 180 gradi per 30/35 minuti fidandovi sempre della prova stecchino o spaghetto.Togliete dal forno e ponete a raffreddare.Preparate la glassa con lo zucchero a velo,il succo di arancia e la scorza grattugiata a seconda del vostro gusto.Fate raffreddare bene la ciambella e poi decorate con la glassa all’arancia e le noci e mandorle tritate.

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