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Da quanto tempo non parliamo più?…o meglio, da quanto non mi parli più?… ma te li ricordi i pomeriggi al sole a raccontare e ridere, a ricordare e piangere?…

Quando mi dicevi che i ricordi erano cartoline dal cuore che ci dicevano quante strade avevamo percorso e quante persone avevamo amato lungo la via.  E quando mi raccontavi con grande sicurezza che le stelle avevano danzato in cielo il giorno che ero nata.Poi mi dicevi che ero unica ma che proprio questo mi collegava a tutta l’altra gente.E  mi spiegavi che gli amici veri restano per sempre e camminano con te e con i tuoi sogni ad ogni passo.Mi parlavi della musica e di quella che solo il cuore sa ascoltare, che nasce da una nota sola per creare grandi sinfonie. E affermavi che certi momenti di silenzio, con le mani strette strette, sanno dire più di oceani di parole.

Mi hai sempre rassicurato che non sarei mai stata sola, perchè  sempre nel cuore e nei pensieri di chi mi ama come mi ami tu, e mi hai insegnato ad assaporare la libertà e ad abbandonare i pregiudizi .Ed ogni giorno che trascorre, ad ogni pagina di tempo che giriamo, a credere nel cuore e in quel che sente, anche quando la paura vorrebbe avere il sopravvento.

Da quanto tempo non mi dici di esprimere un desiderio perchè i miei sogni aspettano d’essere esauditi? da quanto non invochi la forza, il coraggio e la tenacia che hai saputo farmi ritrovare quando decidevo di stipare tutti i sogni?

Mi ricordo tutti i posti che abbiamo visti insieme e tutte le cose che abbiamo combinato che ci fanno oggi essere quello che siamo diventati.”La vita è troppo breve” mi dicevi ” per lasciare perdere i doni che ti offre. Accogli quanto porta “. E poi i tuoi baci e le tue carezze… e tutte quelle sfide e il tuo coraggio…e la mancanza di timori , legata alla tua mano.

“Il calendario scorre giorno dopo giorno, come sabbia in una clessidra, ed ogni mattina porta una promessa nelle sue mani” …così dicevi, con quel tuo sorriso dolce e quegli occhi verdi come una fata…

E’ ancora così, Mamma? aspetti ancora le promesse ogni mattina? o nel tuo mondo tutto è già cambiato?… darei tutta la vita che mi resta per ascoltare ancora la tua voce, le tue risate, sedute su una panchina in mezzo al sole…

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Le tagliatelle appena fatte e i pesti di sua invenzione erano una caratteristica della mamma  che da completa analfabeta della cucina era diventata molto brava in pochissimo tempo… Ancora oggi sono i sapori che lei mi ha tramandato che  riescono a raggiungerla dietro la cortina dell’Alzheimer… per voi una delle sue ricette preferite

TAGLIATELLE AL PESTO DI NOCCIOLE    (4)

500 gr farina – 5 uova – un pizzico di sale

Per il pesto: 150 gr nocciole tostate – 1 pugno di basilico (o prezzemolo) – 2 spicchi d’aglio – 200 gr formaggio cremoso ( come la Philadelphia) – sale e pepe – olio d’oliva

Fate la fontana con la farina e rompetevi le uova,

 aggiungete il pizzico  di sale  e impastate fino ad ottenere un composto morbido ed elastico. Fate riposare per una mezz’ora e poi stendete bene su una superficie infarinata fino ad uno spessore di 3/4 mm. Arrotolate poi e tagliatene le tagliatelle che metterete in attesa su una superficie infarinata. Mettete al fuoco abbondante acqua salata e nel frattempo preparate il pesto mettendo nel bicchiere del frullatore le nocciole, il sale, l’aglio. Fate andare a grande velocità per ridurre in polvere – ma non pastose – le nocciole.Aggiungete poi il basilico o il prezzemolo, un mezzo bicchiere di olio e il formaggio cremoso. Finite di amalgamare tutti gli ingredienti e quando le tagliatelle saranno cotte conditele con questo pesto e servitele calde con una macinata di pepe fresco.

 

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