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E’ tutto nero. Il marito lo ha trovato – solo, infreddolito e affamato – nei prati intorno all’acquedotto, durante un giro di perlustrazione. Quando è arrivato a casa, una mattina alle 7, era una palla pelosa vociante di neanche 5 settimane che protestava la solitudine, il freddo e soprattutto lo stomaco vuoto, visto che si era lasciato prendere senza opporre resistenza. Siccome ci sono dei coyote in giro la notte dalle parti dell’acquedotto abbiamo pensato che la madre deve essersi sacrificata per difenderlo. Ha gradito molto una scodellina di latte di capra ( sempre in dispensa per gatti malati) ma dava l’impressione di non saper mangiare. Telefonata e appuntamento dal veterinario che ne attesta la buona salute e ci dà consigli: borsa d’acqua calda, coperte e nutrizione via siringa con latte e acqua alternativamente ogni 2 ore………..ah ah ah! indovinate un po’ a chi è toccato?

Volevamo tenerlo lontano dagli altri gatti di casa per precauzione e perchè tutti si abituassero al nuovo arrivato, ma non c’è stato verso ( forse proviene da una famiglia numerosa!) e con la sua vocina decisa ha “preteso” di andare insieme agli altri, accoccolandosi a turno con ciascuno di loro. Dopo i primi momenti di diffidenza – e forse perchè era così piccolo – è stato accolto con favore come un fratello perduto e ora sembrano tutti nati dalla stessa mamma.

Il marito lo ha chiamato P.U.D. , acronimo di Public Utility Department. A me non piace molto e avrei preferito Camillo ( chissà perchè!), per cui ogni tanto lo chiamo Pudmillo, che fa tanto Russia!, ma spesso lo vezzeggio con un  “Pudding” che mi sa tanto di budino, dolce e morbido come lui.

Pud , Pudmillo, Pudding……è diventato un gattone da oltre 11 chili… dolce quando vuole lui ma sempre morbidoso e con un pelo scintillante… Ho cercato spesso di immaginare quale deve essere stata la sensazione che ha provato prima di essere trovato e salvato… sono sicura che qualcosa ricorda poichè lui stesso ha salvato un altro “orfanello” che ci siamo ritrovati alla porta un pomeriggio e con cui lui dialogava attraverso i vetri finchè noi non ce ne siamo accorti. Ma questa……….è un’altra storia……………..!

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BUDINO AL CIOCCOLATO   ( 4 )

3 cucchiai farina – 3 bicchieri latte intero – 4 cucchiai zucchero – 3 cucchiai cacao finissimo – essenza di vaniglia

Mescolate benissimo cacao e farina e poi aggiungete lo zucchero e mescolate bene. Diluite con il latte e la vaniglia e mettete in pentola portando ad ebollizione lentamente fino a farlo addensare e diventare lucido che è il segno della cottura. Versate in tazze o coppe inumidite con acqua ( ma anche con liquore se fate un dessert per adulti a fine cena) e poi mettete in frigo per almeno 3 ore. Servite con panna montata e con biscotti.

Naturalmente, questa è la ricetta base, esattamente come la mia mamma preparava il budino per me e che io ancora eseguo così…… Lascio alla fantasia di ciascuno come renderla personale e più consona ai propri gusti. Per esempio, aggiungere del cocco a scaglie. O del cioccolato a scaglie per guarnizione. Amaretti sbriciolati prima della panna montata. Meringhe e biscotti tritati. Sciroppo di frutti di bosco sulla panna.Noci, nocciole o mandorle tostate  e tritate…………………………….insomma, lasciate libera la fantasia!!!

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