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Quando ero piccola l’estate non era segnata da viaggi, località di mare e abbronzature, e la gita al mare rappresentava un premio per le giornate libere dei genitori. La chiusura della scuola marcava l’inizio di giornate pigre e serene trascorse dai nonni o dagli zii, in campagna o in montagna, a ritemprarsi da nove mesi di città.Non di rado si aggregavano figli di vicini o compagnetti di scuola sprovvisti di parenti oltre le mura cittadine e che abbisognavano di aria buona e di cibo genuino.

Non è facile descrivere a parole la bellezza di quei giorni, o la sensazione di felicità e di pienezza! che neppure noi bambini riuscivamo a comunicare nelle onnipresenti cronache delle vacanze che tutte le maestre pretendevano! – forse, per sognare ancora attraverso i nostri occhi di bambini –  ma che ritrovo ( con mia grande gioia!) nei colori e nel naif di Elizabeth Davy Bouttier (sopra).

La campagna era affascinante! con tutti i mestieri, le persone e gli animali che la popolavano. La natura regalava odori e colori nuovi, e il tempo cambiava la sua maniera di scorrere, con le giornate che erano scandite dai cinguettii che ti svegliavano, dai profumi del forno, dai campanelli delle biciclette, dai muggiti delle mucche e dai grilli e dalle cicale in mezzo ai prati. Si facevano gite in prati vicini, si reggevano i cestini per la raccolta della frutta e poi ci si tuffava in quei tramonti che si specchiavano nelle tinozze d’acqua giù in cortile, che servivano a lavare i mille giochi di un giorno per far posto ad altrettanti il giorno dopo.

La sera, la povera tavola di legni affaticati, sotto alla pergola, pareva una nonna con il vestito della nipote diciottenne quando la si copriva delle tovaglie fresche di bucato, e le sedie di paglia accoglievano le diverse stanchezze di una giornata riunite intorno alle semplici pietanze che molto poco avevano che non appartenesse a quei luoghi. E poi c’erano i discorsi, le parole ed i racconti che si intrecciavano con le musiche dolcissime di una fisarmonica e che ci accompagnavano verso i sogni di bambini, con a far da sentinelle le stelle più lucenti………..

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E dai ricordi di quel latte freschissimo, della panna, e della frutta appena colta, vi propongo un dolce che non richiede cottura e che è la rappresentazione dell’estate, per colori e per gusto…

CHEESE TART AL CIOCCOLATO CON FRUTTA

40 biscotti secchi ( tipo Digestive, Oro Saiwa o simili) – 120 gr cioccolato fondente – 2 cucchiai olio semi – 50 gr mandorle tostate tritate – 250 gr formaggio fresco tipo Philadelphia ( ma la ricotta fresca è un ottimo sostituto) – 100 gr zucchero a velo – 400 gr panna fresca montata soda – 1 cucchiaio vaniglia – 1 cucchiaio limoncello o altro liquore di gradimento – 10 more, 10 lamponi, 2 kiwi, 14 fragole grandi

Fate sciogliere a bagno maria o nel microonde il cioccolato fondente.Mettete i biscotti in un mixer e riduceteli in polvere. Unite poi le mandorle tritate, l’olio di semi e il cioccolato sciolto. Amalgamate bene e poi con questa mistura ricoprite la base e  le pareti di una teglia da quiche apribile, mettendo poi tutto in freezer per una mezz’ora. In una terrina mescolate il formaggio fresco con lo zucchero a velo e la vaniglia, unite poi il liquore e infine la panna montata. Con questa crema riempite poi la base di biscotti che avrete tolto dal freezer. Decorate con la frutta fresca e foglioline di menta (come da foto) e tenete in frigo per almeno due ore prima di servire.

Nota: coprite la torta con plastica per evitare che la frutta si annerisca nel frigo. Oppure potete spennellarla di gelatina aromatizzata al limoncello.

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