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orecchioni

 

Chiamateli orecchioni o con il nome scientifico di Parotite, il risultato non cambia ed io mi trovai, nella tarda primavera del 1971, in compagnia di questa dolorosa e imbarazzante malattia. Ero una delle ultime nella mia classe a dover percorrere il contagioso sentiero…ma il problema fu la mia allergia alle penicilline che aggravò il mio stato di salute, allungando ad un mese e mezzo la mia permanenza a casa.

Le mie compagne mi telefonavano i compiti assegnati e, a turno, mamma o papà portavano all’insegnante i miei quaderni per essere visionati ed eventualmente corretti. Ciò che non potei assicurare fu la presenza per le interrogazioni finali per cui mi fu concesso di poter ricevere le interrogazioni tutte in un giorno, che fu proprio l’ultimo di scuola.

La preparazione per queste interrogazioni furono infiniti pomeriggi con libri di Storia, Geografia,Italiano, Latino e tutte le altre materie. La grande compagna di queste preparazioni fu la mamma che, fino a qualche anno fa, ancora ricordava le date e le battaglie della campagna napoleonica in Italia. Si era così appassionata a quel periodo storico,mentre mi aiutava a ripassare, e al personaggio dell’imperatore francese che poi acquistò e lesse vari libri sulla materia, per piacere suo.

Napoleone

battaglia marengo

La battaglia di Marengo, con la grande vittoria di Napoleone sugli austriaci, rimase a lungo nella sua memoria, forse per il fatto che l’imperatore francese fu così felice della vittoria da nominare una moneta con il nome di Marengo e dare poi lo stesso nome al suo cavallo. Ma sicuramente, anche perchè era bravissima a cucinare il pollo alla Marengo e gli piaceva la storia legata alla ricetta: fu infatti una ricetta inventata su due piedi dal cuoco di Napoleone con ciò che riuscì a racimolare nelle campagne intorno, dopo la battaglia. Il piatto risultò così gustoso che Napoleone lo richiese ad ogni vittoria del suo esercito in Europa.

E allora, dalle lezioni di Storia del lontano 1971, dalle battaglie napoleoniche e dalla cucina fantasiosa (come quella del cuoco di Napoleone) della mia mamma, per voi la ricetta del pollo alla Marengo così come la mamma la preparava per noi.

Ah!, poi sono stata promossa con 9 in Storia, quell’anno!

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pollo marengo

POLLO ALLA MARENGO                ( 6 )

1 pollo a pezzi – 6 pomodori ciliegini – 2 spicchi aglio – 1 cipolla – 1 gambo sedano – mezzo bicchiere olio d’oliva – 1 bicchiere vino bianco – 1 rametto rosmarino – 1 bicchiere di brodo di pollo, (anche di dado) – 18 gamberi piuttosto grandi – 6 uova – 6 fette grandi di ciabatta tostate ( la ricetta originale le vuole fritte nel burro e olio, ma tostate vanno benissimo!) – sale e pepe – prezzemolo per servire

Mettete l’olio in una pentola capiente e unite i pezzi di pollo facendoli rosolare bene da tutti i lati. Togliete poi il pollo e mettete in attesa. Nella pentola fumante unite il sedano e la cipolla a pezzetti facendo cuocere a fuoco moderato per almeno 5 minuti. Unite ora il rosmarino, l’aglio e i pomodorini. Sfumate con il vino bianco facendolo evaporare e poi riunite i pezzi di pollo con l’intingolo.Aggiustate il tutto con sale e pepe a seconda del vostro gusto. Versate ora il brodo di pollo nella pentola, coprite e cuocete a fuoco moderato per almeno 40 minuti.

Circa 10 minuti prima di servire, tostate le fette di pane – quello casareccio è  eccezionale con questo piatto!  –  , cuocete le uova al tegamino come fate di solito e ponetele sul pane tostato. Per ultimo, unite i gamberi al pollo in finitura di cottura.

Servite come da foto,spolverando di prezzemolo tritato fine e fresco e con  un buon vino bianco, possibilmente lo stesso con cui avrete cotto il pollo.

( data la complessità di sapori e le calorie in abbondanza, una macedonia di frutta è degna conclusione di un pasto come questo… )