risalita, formaggio e olive…..

Io sono forte

perchè sono stata debole.

Io sono bella

perchè conosco i miei difetti,

ma mi fido del mio cuore.

Io conosco l’amore

perchè sono combattiva,

e  so credere ai miei sogni.

Io sono coraggiosa

perchè ho avuto paura ed ero sola.

Sono saggia

perchè sono stata stupida,

… e posso ridere di cuore

perchè ho conosciuto la tristezza più profonda.

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MUFFINS SALATI KALAMATA E FETA    (12 grandi)

250 gr farina – 3 uova piccole o 2 grandi – 1 cucchiaio zucchero – 1 bustina lievito – 1 cucchiaino sale e 1 di pepe macinato al momento – 1 cucchiaino rosmarino tritato – 100 gr olive kalamata denocciolate – 100 gr formaggio feta –  mezzo bicchiere vino bianco e mezzo di olio d’oliva – una spruzzata di parmigiano

Per prima cosa mescolate farina, lievito, sale e pepe, rosmarino e parmigiano e mettete in attesa. Tagliate la feta a cubetti piccoli e le olive a rondelle. Mescolate le uova (provate prima con due,casomai potete aggiungere il terzo se l’impasto risultasse troppo secco) con l’olio e il vino, e lo zucchero: Unite ora i liquidi agli ingredienti secchi e amalgamate solo il tempo necessario perchè essi si combinino fra loro.Unite alla fine le rondelle di olive e mescolate. Oleate la teglia muffins e in ciascuna cavità mettete 1/3 di composto, aggiungete un cubetto di formaggio feta, e poi altro impasto fino a 1 cm dal bordo. Infornate a 180 gradi per 20 minuti. Ottimi sia caldi che freddi……….

diana…..

Quando, nel corso della vita, si incontrano persone speciali il mondo appare migliore e la inevitabile solitudine individuale appare un po’ meno insormontabile. Se io volessi ( e sapessi!) scrivere una storia con protagonisti il valore umano, il coraggio, la fantasia e la gentilezza, l’eroina non potrebbe che essere  la mia amica (sorella?) Diana. Non che lei abbia mai scalato montagne,scoperto farmaci miracolosi o inventato tecnologie all’avanguardia, no, niente di eccezionale che fa notizia, no, lei è grande, grandissima!, come essere umano, con una maniera di interpretare la vita capace di seminare semi di amabilità nel cuore della gente con cui viene in contatto. Decisa, talvolta testarda, ferrea con se stessa ma anche dolce, generosa e con un temperamento battagliero per tutto ciò in cui crede e di cui è fermamente convinta.

Nata in quella Argentina che le è rimasta nel cuore  ha saputo fare della costa sud-est della Sicilia la sua casa, dove giunse dal Sud America negli anni ’80  insieme ai genitori ed ai fratelli (http://cinziamaria.wordpress.com/2010/06/21/una-donna-speciale/).Lì ci incontrammo e lì si è cementata un’amicizia che dura da decenni e che ci fa sentire una famiglia,talvolta molto più di quella “vera”.

Strano a dirsi, per una persona con la sua delicatezza d’animo, Diana è un tecnico delle costruzioni, sì! un geometra!, tutta calcoli e linearità, ma che esprime i suoi tratti migliori e la grande immaginazione di cui è dotata in progetti di case ed appartamenti che spesso iniziano da pensieri e sogni mal spiegati da parte dei clienti  ma che lei sa decifrare. E’ sempre attenta ad ogni sfumatura nel lavoro e nella vita e denota un’attenzione e un tatto inusuali in una persona che è decisamente molto giovane.

Diana ha incontrato e sposato un medico molto affascinante, sempre disponibile e premuroso almeno quanto lei, che non ho mai visto senza un sorriso o senza un pensiero buono nonostante la importante professione e le esigenze ad essa collegate. Insieme hanno avuto un monellino dolcissimo,(foto iniziale) che al momento sta sperimentando i primi anni di scuola anche se rimane “innamorato” di Saetta MCQueen e dei vari eroi Pixar di cui conosce ogni battuta.

Confesso che mi risulta un po’ difficile scrivere di Diana con la sobrietà che lei si aspetterebbe da me, ma devo anche dire che solamente da queste riga riuscirò forse a dirle che cosa lei sia per me.

Ci sono persone che danno tanto senza che sia loro chiesto alcunchè e che ricordano ogni gentilezza loro fatta: Diana è così. Si dice anche che gli amici veri credono in noi anche quando noi stessi dubitiamo: ebbene lei è così, e molte volte – anche se più giovane di me – ha saputo ricondurmi ai miei pensieri. Se è vero che la bellezza più grande giace nel cuore di un amico, è sicuramente dentro il cuore di Diana che io l’ho incontrata, a conferma che il garbo è la saggezza più grande e che amici come lei sono di quel tipo che ti aiutano anche  a diventare tutto ciò che puoi sognare di essere. Spesso abbiamo anche discusso ma è proprio in questi casi che ci si “parla” con tanta verità. Altre volte ci siamo abbracciate, abbiamo pianto e abbiamo attraversato le vicende della vita tenendoci per mano. Ora siamo geograficamente lontane, ma dentro il cuore sappiamo ancora riconoscerci……..notte,giorno o qualsiasi sia il momento in cui parliamo………

Entrambe adoriamo cucinare…..altra affinità ….. ed entrambe lo facciamo sia come dichiarazione d’amore verso chi ci vuole bene che come momento di relax personale per superare le fatiche quotidiane. Eclettica come quando disegna abitazioni, Diana ha creato un piatto che mi ha permesso di condividere sul blog e che io pubblico con grande piacere….

Per te ,  ENREDADERA, con un bacio………..

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ARISTA AL PROFUMO D’ARANCIA     ( 4 )

1 àrista di maiale di almeno un kg – 75 gr miele di acacia – 2 cucchiai senape – 1 cucchiaino curry – 3/4 cucchiai olio d’oliva – sale e pepe – 1 arancia – mezzo bicchiere vino bianco – 1 cucchiaio burro

In una ciotola mescolate il miele di acacia con la senape, il curry, l’olio, sale e pepe e poi spalmate il composto sull’àrista di maiale intera, massaggiando bene la carne. Ponete in una teglia di ceramica che diventi anche da servizio con qualche goccia d’olio e infornate a 180 gradi per 45/50 minuti. 15 minuti prima della fine cottura, sciogliete in un pentolino il burro, unite il vino bianco, il succo d’arancia e la scorza tritata fine  e un po’ di sale e olio. Aggiungete questa salsa all’àrista in forno e completate gli ultimi 10 minuti di cottura. Servite a fette, come da foto, con la salsina che si sarà formata.

Da leccarsi i baffi!!! ….anche chi non li ha!!!………un gratin di verdure è un contorno delizioso per questa carne………

gatt…stronomia

” Che fai?” sembrano chiedermi i miei coinquilini felini con il loro sguardo birichino. “Non batti con le dita su quella cosa nera? che il ticchettìo ci concilia il sonno?” mi paiono le domande dentro i loro occhi. ” Nooo!?… allora vieni a giocare….dai!” dicono le zampette veloci mentre corrono su e giù per lo stanzone per attirare la mia attenzione.

Io, invece, sono persa dietro ad una infinità di pensieri che vagano di suo, passando da un continente all’altro e dentro ad uno spazio temporale che fa incontrare i miei nonni e i miei nipoti come se la vita non fosse mai trascorsa e la conoscenza fosse vera. Sono molti giorni che non mi raccapezzo su tutto quel che sento… e allora aspetto, lascio che le ore accadano, che il tempo sia galantuomo come dicono e sappia riservarmi un dolce trattamento…

“Mamma?!” insistono i felini ” non ci lanci neppure la pallina?”………

La vita è piena di speranze, di ricordi, di desideri silenziosi che solo il cuore sa ascoltare… mi piace stare qui a guardare fuori e a prendermi i miei tempi per immaginare posti lontani dove solo i sentimenti sanno trasportarti… chiunque abbiamo amato, nella vita, diventa parte di quel che siamo oggi e il tempo non porterà mai via i ricordi preziosi dentro il cuore…

” E allora?… ancora pensierosa?…vuoi una sardina?” sembrano offrire i gatti che mi danno ospitalità…( perchè non sia mai detto che loro vivono con me!! sono io che ho il privilegio di accudirli grazie alla loro generosità! )…

Dove vado, dove giungerò, non sono in grado di dirlo… sono in viaggio…(di sicuro non sono a lamentarmi o a leccarmi le ferite)… e molto spesso mi accorgo che ricordare da dove vengo può aiutarmi a capire più chiaramente dove voglio andare… il pensiero di coloro che ho incontrato sul cammino e di quanto mi hanno dato è un piccolo bagaglio che bilancia il mio percorso… ma spesso anche le mani vorrebbero toccare quanto abbiamo avuto…

” Va bene, non è giornata!… facciamo che noi ci accoccoliamo sul divano e tu vai in cucina?… quando sei così sai preparare i migliori morsetti!!” suggeriscono i micioni mentre si calmano e cominciano a ronfare…

E allora sì!…portiamoli in cucina questi pensieri a impastiamoli con le patate e la farina…trasformali  e modellali per addentarli e farli ancora tuoi… ed inventiamoci una salsa che parli ancora di magìa, di seta e di colore come sa essere l’amore quando è vero…

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GNOCCHI … ISPIRATI

500 gr patate – 100 gr farina – 50 gr burro – 80 gr gorgonzola – mezzo bicchiere panna- 50 gr pistacchi – un bicchierino brandy – sale e pepe

Bollite e pelate le patate poi passatele allo schiacciapatate. Fatele raffreddare un poco e poi unite la farina e un pizzico di sale e impastate per amalgamare. Lasciate riposare un poco e poi ricavate gli gnocchi che passerete sui rebbi della forchetta per farne le scanalature tipiche.

Frullate solo per qualche attimo i pistacchi (anche salati) per ridurli a pezzettini. A bagnomaria fate sciogliere il gorgonzola insieme al burro. Unite poi la panna e continuate a mescolare ancora un po’. Prima di togliere dal fuoco unite il brandy e i pistacchi tritati. Cuocete gli gnocchi in abbondante acqua salata finchè ritornano a galla e poi scolateli e conditeli con la salsina preparata. servite con pepe macinato fresco e, volendo, solo una leggera spolverata di parmigiano…….ma sono più buoni senza………parola di gatti buongustai!!!!!

la magia delle mele…

Il mio giardino è un angolo di vita sconosciuto che, in certi giorni, si trasforma in tutto il mondo. E’ incantato, anche se vi si consuma la vita e la morte come dentro le realtà. E’ un posto dove nascono pensieri che poi si arrampicano agili sui rami e sulle chiome alte in attesa di ali che li portino lontano.

Il mio giardino incantato è un cuscino tra quel che sono e quello che vorrei essere, tra i ricordi ed il futuro, tra la gioia e l’indifferenza. Ma sa essere anche un insegnante severo, con la sua forza di crescere, rigenerarsi e intestardirsi nei colori e nella vita senza mai mollare.

Dentro il mio giardino ci sono gatti, tortore, scoiattoli…ma c’è anche una farfalla tutta gialla che ogni tanto – quando sono triste – si fa un giro sopra i fiori, solo uno!, per dirmi che è presente… come quel giorno al cimitero, prima che papà fosse sepolto, una uguale si posò sul cumulo di terra bruna ad indicarmi nessun distacco tra di noi…

Dentro il mio giardino c’è il nord e il sud, l’est e l’ovest, ma ci sono anche i punti cardinali del cuore e quel nord-est verso il quale muovo qualche passo per esser più vicina a chi un giorno prese le mie mani per amarmi ma poi dovette allontanarsi richiamato da doveri ed efficienza, ma  mi ritrova nel suo cuore ogni momento, sono certa! … perchè succede spesso che pensiamo sbagliato ciò che è giusto e ciò che per convenzione si crede giusto non lo riteniamo mai sbagliato, anche quando ci incatena.

Ancora qualche passo nell’incanto… verso l’albero di mele…per un bacio, una carezza, un sogno non ancora infranto……………..prima che la vita mi richiami  al mio posto sulla giostra…

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… e con le mele prepariamo una delle insalate più buone della gastronomia americana, il coleslaw, un insieme di cavolo verde e rosso con i colori della carota e la seta della maionese unita al miele per un sapore sorprendente e delizioso… quella che segue è la ricetta che mi giunge dalla cucina italo-tedesca-irlandese di mia suocera…..

COLESLAW con mele e uvetta

400 gr di cavolo verde e rosso – 2 mele verdi o rosse tipo annurca – 2 carote – 100 gr mascarpone – 100 gr maionese – 2 cucchiai miele – 2 cucchiai aceto balsamico – 100 gr uvetta –  sale e pepe macinato fresco

Come prima operazione dovete tagliare il cavolo a striscioline sottilissime 3/4 millimetri al massimo. Poi pelate le carote e fatele a strisce sottili con una mandolina. Alla stessa maniera – dopo averla lavata ma non sbucciata –  tagliate la mela sottilissima. Amalgamate bene verdura e frutta. In una terrina unite maionese e mascarpone, poi il miele e l’aceto balsamico e mescolate tutto bene. Aggiungete alle verdure l’uvetta e poi condite con la salsa preparata. In frigo per un paio d’ore. Servite come accompagnamento di arrosti o bolliti, ma è ottima anche come base di panini.

pensieri, nocciole e tagliatelle…..

Da quanto tempo non parliamo più?…o meglio, da quanto non mi parli più?… ma te li ricordi i pomeriggi al sole a raccontare e ridere, a ricordare e piangere?…

Quando mi dicevi che i ricordi erano cartoline dal cuore che ci dicevano quante strade avevamo percorso e quante persone avevamo amato lungo la via.  E quando mi raccontavi con grande sicurezza che le stelle avevano danzato in cielo il giorno che ero nata.Poi mi dicevi che ero unica ma che proprio questo mi collegava a tutta l’altra gente.E  mi spiegavi che gli amici veri restano per sempre e camminano con te e con i tuoi sogni ad ogni passo.Mi parlavi della musica e di quella che solo il cuore sa ascoltare, che nasce da una nota sola per creare grandi sinfonie. E affermavi che certi momenti di silenzio, con le mani strette strette, sanno dire più di oceani di parole.

Mi hai sempre rassicurato che non sarei mai stata sola, perchè  sempre nel cuore e nei pensieri di chi mi ama come mi ami tu, e mi hai insegnato ad assaporare la libertà e ad abbandonare i pregiudizi .Ed ogni giorno che trascorre, ad ogni pagina di tempo che giriamo, a credere nel cuore e in quel che sente, anche quando la paura vorrebbe avere il sopravvento.

Da quanto tempo non mi dici di esprimere un desiderio perchè i miei sogni aspettano d’essere esauditi? da quanto non invochi la forza, il coraggio e la tenacia che hai saputo farmi ritrovare quando decidevo di stipare tutti i sogni?

Mi ricordo tutti i posti che abbiamo visti insieme e tutte le cose che abbiamo combinato che ci fanno oggi essere quello che siamo diventati.”La vita è troppo breve” mi dicevi ” per lasciare perdere i doni che ti offre. Accogli quanto porta “. E poi i tuoi baci e le tue carezze… e tutte quelle sfide e il tuo coraggio…e la mancanza di timori , legata alla tua mano.

“Il calendario scorre giorno dopo giorno, come sabbia in una clessidra, ed ogni mattina porta una promessa nelle sue mani” …così dicevi, con quel tuo sorriso dolce e quegli occhi verdi come una fata…

E’ ancora così, Mamma? aspetti ancora le promesse ogni mattina? o nel tuo mondo tutto è già cambiato?… darei tutta la vita che mi resta per ascoltare ancora la tua voce, le tue risate, sedute su una panchina in mezzo al sole…

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Le tagliatelle appena fatte e i pesti di sua invenzione erano una caratteristica della mamma  che da completa analfabeta della cucina era diventata molto brava in pochissimo tempo… Ancora oggi sono i sapori che lei mi ha tramandato che  riescono a raggiungerla dietro la cortina dell’Alzheimer… per voi una delle sue ricette preferite

TAGLIATELLE AL PESTO DI NOCCIOLE    (4)

500 gr farina – 5 uova – un pizzico di sale

Per il pesto: 150 gr nocciole tostate – 1 pugno di basilico (o prezzemolo) – 2 spicchi d’aglio – 200 gr formaggio cremoso ( come la Philadelphia) – sale e pepe – olio d’oliva

Fate la fontana con la farina e rompetevi le uova,

 aggiungete il pizzico  di sale  e impastate fino ad ottenere un composto morbido ed elastico. Fate riposare per una mezz’ora e poi stendete bene su una superficie infarinata fino ad uno spessore di 3/4 mm. Arrotolate poi e tagliatene le tagliatelle che metterete in attesa su una superficie infarinata. Mettete al fuoco abbondante acqua salata e nel frattempo preparate il pesto mettendo nel bicchiere del frullatore le nocciole, il sale, l’aglio. Fate andare a grande velocità per ridurre in polvere – ma non pastose – le nocciole.Aggiungete poi il basilico o il prezzemolo, un mezzo bicchiere di olio e il formaggio cremoso. Finite di amalgamare tutti gli ingredienti e quando le tagliatelle saranno cotte conditele con questo pesto e servitele calde con una macinata di pepe fresco.